In tutto il mondo 230 milioni di bambini vengono sfruttati, a partire dai 4 ai 14 anni, lavorando a tempo pieno. Molti bambini vengono sottratti all’istruzione ed usati da imprenditori senza scrupoli per produrre articoli che noi usiamo nello sport o nel tempo libero, come palloni e scarpe.
Lo sfruttamento minorile è concentrato soprattutto nei paese asiatici come l’India e la Cina. In particolar modo in India dove vi è un alto tasso di sfruttamento del lavoro minorile che coinvolge le bambine impiegate nella lavorazione del cotone grezzo. Un grosso numero di queste piccole operaie lavorano in fabbriche dove spesso sono a contatto con prodotti chimici dannosi per la salute.
In alcune industrie della Cina lo sfruttamento è un problema che cresce di anno in anno a causa della mancata applicazione delle leggi sul lavoro minorile.
In Italia per fortuna il lavoro minorile è vietato dalla normativa vigente, ma nonostante tutto, sono numerosi i casi di bambini che lavorano nelle attività a gestione familiare: bar, ristoranti, distributori di benzina. Il lavoro minorile è molto diffuso nel nostro Paese, anche a causa delle numerose famiglie di immigrati come cinesi e rom che sfruttano i minori.
Molti di questi piccoli sfortunati lavoratori sono costretti a lavorare nei negozi o nelle fabbriche clandestine. Nella peggiore delle ipotesi, spesso accade per i bambini rom bambini che vengono maltrattati e costretti a commettere piccoli furti oppure a chiedere l’elemosina per strada o ai semafori.
Noi siamo delle adolescenti fortunate perché possiamo andare a scuola, viviamo in delle famiglie che ci i amano e ci proteggono, per questo il nostro o desiderio è stato quello di dedicare un pensiero a questo tema scottante ed attuale.
Annalisa Di Benedetto e Francesca Filice

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